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L'Isola di Pantelleria è posta nel mezzo del canale di Sicilia a sole 37 miglia marine dall'Africa e 47 dalla Sicilia. Essa ha una estensione di 83 Kmq, è lunga
13,7 Km, larga 8; la sua altezza massima culmina nella Montagna Grande a 836 metri s.l.m.. Il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde ed inverni miti. La temperatura media annua è di 18 gradi. Scarsa la pioggia, appena 350 mm annui.

Pantelleria è la parte emersa di un edificio vulcanico che si eleva di circa 2000 metri al di sopra di una crosta di tipo oceanico, in direzione NW-SE, seguendo l'andamento generale del rift tettonico che interessa il canale di Sicilia.
Morfologicamente l'isola si può dividere in due sezioni.
Nella prima, la più ampia, che corre lungo l'asse NESW, da Cala dei Cinque Denti a Sataria, insistono le altezze maggiori e la costa, che cade a picco sul mare, è costituita da vulcaniti acide, ricche di silice (tracheiti e rioliti queste ultime con un alto contenuto alcalino dette pantelleriti).
La seconda, invece, nella parte nordoccidentale dell'isola, con andamento pianeggiante e collinare, presenta vulcaniti basiche, povere di silice,
dall'aspetto particolarmente scuro che sono essenzialmente costituite da basalti olivinici ed hawaiti.

Pantelleria si è formata in periodi successivi. Le prime esplosioni vulcaniche sottomarine risalgono a più di 500.000 anni fa, quando emerse dal mare una prima porzione dell'isola di natura tracheitica.
120.000 anni fa circa si verificò il collasso in corrispondenza del centro vulcanico principale e quindi la formazione della prima caldera nella parte più interna dell'isola. L'ignimbrite verde, che interessa una vasta parte del territorio, comparve circa 50.000 anni or sono, mentre, in seguito ad altro collasso, si ebbe la formazione della caldera di Monastero. 35.000 anni fa, dall'interno della caldera principale, si verificò la salita del complesso tracheitico della Montagna Grande, con il successivo collasso del duomo e la formazione dei crateri secondari del Monte Gibele e di Cuddia Mida. 30.000 anni fa invece, a NW della caldera, vi
furono eruzioni vulcaniche con emissioni di rocce basaltiche e 10.000 anni dopo si ebbe la fuoriuscita del duomo vulcanico di Monte Gelkhamar che eruttò una serie di colate laviche di natura riolitica che giunse fino al mare, dando origine all'attuale costa di Punta Fram. La fase eruttiva sull'isola culminò circa 9.000 anni fa con le emissioni di lave basaltiche nella località Cuddie Rosse e la
formazione di alcuni coni di scorie. Più recenti altri due importantissimi eventi sismici: il primo nel 1831 diede origine al largo della costa di NE alla
effimera Isola Giulia o Ferdinandea (rimase emersa solo per pochi mesi), nel secondo, 1890, cominciarono una serie di violente scosse sismiche,
che inizialmente interessarono la parte sud orientale dell'isola, mentre successivamente nel 1891 provocarono il sollevamento di qualche metro
della costa settentrionale. A quest'ultima attività sismica si collega l'eruzione sottomarina avvenuta a sole quattro miglia dall'isola nel versante nord
occidentale, con emissione di gas e blocchi di lava costituiti da materia spugnosa. Questa è l'ultima attività vulcanica di rilevante importanza.

 
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