| Gli Arabi |
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A partire dall' 835 gli Arabi colonizzarono l'isola e la ripopolarono. Essi non si limitarono alla conquista del territorio solo per fini militari, ma favorirono il popolamento dell'isola. La colonizzazione araba, con l'inserimento delle popolazioni berbere del nord Africa, è, senza dubbio, quella che ha lasciato i segni più tangibili. Agli Arabi si deve infatti la ripresa dell'agricoltura, grazie all'inserimento di nuove colture e di nuovi metodi di coltivazione. In questo periodo, infatti, l'agricoltura diventa la principale risorsa dell'economia pantesca, e fondamentale sarà, da allora, la “tradizione contadina “. Numerose sono le testimonianze che questo popolo ci ha lasciato, a cominciare dai nomi di molte contrade di chiare origini arabe o berbere, come: Kamma, Bukkuram, Kattibugale,, Benikulà. Monumenti rappresentativi dell'eredità araba sono i “dammusi”, e gli abitati della vecchia città nel centro principale, una vera Kasbah con vicoli stretti e case addensate, dai tetti a volta e cortili nascosti (Medina). Durante la loro colonizzazione gli Arabi non imposero alla popolazione residente, di religione naturalmente cattolica, la conversione all'Islam. Pantelleria divenne, quindi, una sorta di luogo neutro fra due società, due religioni contrapposte, quella musulmana e quella cristiana. Questa extraterritorialità durò a lungo, tanto che, nel xv sec., alla popolazione locale era concesso di seguire la religione musulmana, gestita dai Cadi, o giudici, e le tasse erano divise fra il Re di Sicilia e il Sultano di Tunisi. La dominazione araba durò fino a quando, nel 1087, la flotta delle Repubbliche Marinare del Tirreno, con a capo Pisa, si alleò contro la pirateria saracena per cacciare i musulmani dalle terre cristiane. |
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