r i s u l t a t i e c c e l l e n t i terrazzando il suolo con muretti a secco.
Regina dell'agricoltura pantesca è la vite, in particolare l'uva Zibibbo. Arrivata sull'isola dalla lontana Mesopotamia o d a l l ' E g i t t o , o g g i rappresenta la quasi totalità del vitigno, che nel complesso ricopre circa il 70% del terreno coltivabile.
I contadini panteschi con una ingegnosa opera d'impianto in conca e di potatura hanno protetto le viti dal vento e favorito l'irrigazione massima con le sole piogge.
Il vitigno Zibibbo, l'oro di Pantelleria, ha trovato sull'isola il suo habitat ideale. Famosi in tutto il mondo, l'uva da tavola, l'uva passa essiccata al sole e il moscato passito, dolce nettare degli Dei, vino liquoroso, dolce, ottimo per il dessert .
Il Cappero, è senza dubbio il re incontrastato dell'agricoltura pantesca.
Il “Capperis Spinosa”, considerato una delle qualità più pregiate al mondo, viene coltivato nella sua tipologia senza spine. Si raccolgono i boccioli prima che fioriscano, tra maggio ed agosto. Messi in salamoia per alcune settimane, i
capperi vengono scolati e finalmente sono pronti per essere consumati e conservati a lungo.
La pianta si coltiva in tutta l'isola ma cresce spontaneamente nei terreni sassosi,
mescolandosi col suo verde scuro e i fiori violacei dall'odore ardente, al nero delle rocce.
L'Ulivo è la terza coltura dell'isola. Anche per questa coltivazione, a Pantelleria si è resa necessaria una potatura tale da renderli bassi, radenti il suolo, in modo da essere meglio protetti dal vento.
Gli Alberi da frutto sono piantati al riparo, vicino ai muri dei terreni o più spesso all'interno dei caratteristici giardini.
Tra i più diffusi: il pesco, il fico, i cui frutti, oltre che consumati freschi vengono anche fatti essiccare o utilizzati per preparare confetture; il ficodindia, che cresce spontaneo nei terreni incolti e sassosi; i suoi frutti i “ bastarduni” sono
particolarmente succosi e dolci. Le caratteristiche proprie del suolo vulcanico e la
continua irradiazione del sole, fanno si che la produzione di frutta sia di qualità eccellente, gustosa e profumata. Tuttavia non è possibile una produzione intensiva.
Oltre a queste colture, fino ad alcuni decenni fa, sull'isola vi erano altre che contribuivano ad alimentare l'economia locale.
Così per esempio il cotone che veniva esportato sia allo stato grezzo che lavorato. In modeste quantità erano prodotti anche legumi e cereali.
Note le lenticchie di Pantelleria, molto piccole e saporite e i fagioli detti in dialetto “lubbia nostra”.

