Territorio

Le Origini e le Genti

Sesioti, Romani, Fenicio-Punici,Bizantini, Arabi, Normanni, Borboni


La Preistoria e il Popolo dei Sesi

La prima occupazione o frequentazione dell'isola è riconducibile a circa 5000 anni fa, in base alle testimonianze relative allo sfruttamento e alla circolazione dell'ossidiana di Pantelleria, diffusa in tutto il Mediterraneo occidentale.
Si tratta del prezioso vetro vulcanico nero e lucido, a ragione considerato l'oro della preistoria. Successivamente, nell'età del Bronzo ( 2000 a.C.), si insediò il popolo dei Sesi, attratto dall'eccezionale fertilità del suolo. Si continuò a lavorare l'ossidiana, realizzando utensili per l'agricoltura, e specialmente utensili, come si deduce dai numerosi reperti archeologici rinvenuti. Nella zona di Mursia, è ubicata un'importantissima necropoli con i maestosi monumenti funerari chiamati Sesi; nell'altura di Cala Modica, il villaggio di capanne, protetto nel lato verso terra da una fortificazione di dimensioni ciclopiche, il Muro Alto , il più grande muro preistorico finora scoperto nel Mediterraneo.

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L'Età Bizantina

Nel 551 Pantelleria passò sotto il dominio dei Bizantini, che ne fecero soprattutto un' importante fortezza militare. A loro si deve la prima edificazione del castello e, sempre grazie ai Bizantini, l'isola poté risollevare le sorti della sua economia e rifiorirono l'agricoltura e l'artigianato. Particolarmente sviluppato era il commercio di pelli, macine in basalto, e un tipo di ceramica grezza, poi denominata “Pantelleria Ware”, ritrovata in abbondanza in Sicilia, a Cartagine, e in Spagna, e che evidenzia una fiorente attività artigianale. La conquista araba del nord Africa, nel 700 d.C., portò questa prosperità ad una brutta fine. I Bizantini riconquistarono l'isola circa 50 anni dopo, stabilendo un presidio, mentre la popolazione fortemente impoverita si rifugiava presso i monasteri. Pantelleria divenne un posto di frontiera, sempre più povero e disabitato, ma nel quale la fede cristiana aveva ancora una forte presa.
Durante l'epoca bizantina arrivarono sull'isola dei monaci Basiliani, che edificarono un monastero in località Zubebi. Il rito greco ortodosso durò a lungo a Pantelleria, tanto che nel 1300 ancora sull'isola c'era un vescovado greco.
I canoni della Chiesa greca ricordano due Santi, San Giovanni di Primerano e San Basilio di Pantelleria , che vissero e morirono sull'isola.

I Fenicio - Punici

Dal IX sec. a.C. fecero la loro comparsa i Fenici. Questi, dapprima, utilizzarono l'isola come s e m p l i c e s c a l o m a r i t t i m i ; successivamente, con l'intensificarsi dei traffici commerciali, dovuto alla sempre maggiore importanza che andava assumendo la vicina Cartagine, capitale dell'Impero Punico, lo scalo di Pantelleria si trasformò in Città-Stato, autonoma ed indipendente.

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Dai Normanni ai Barbari

Nel 1123 i Normanni sbarcarono a Pantelleria per annetterla al Regno di Sicilia. Ad essi si deve la costruzione del Castello. I Normanni lasciarono pressoché immutata l'organizzazione sociale, impiantata nel periodo arabo, soprattutto per quanto riguardava la distribuzione delle terre, per cui l'economia dell'isola, in genere, rimase fondata sull'agricoltura.
Cambiò, quindi, la giurisdizione della comunità pantesca, i musulmani rimasti sull'isola, infatti, non erano più i padroni, ma gli inquilini di una terra, che da lì a poco sarebbe passata sotto il governo cristiano.

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Gli Arabi

A partire dall' 835 gli Arabi colonizzarono l'isola e la ripopolarono. Essi non si limitarono alla conquista del territorio solo per fini militari, ma favorirono il popolamento dell'isola. La colonizzazione araba, con l'inserimento delle popolazioni berbere del nord Africa, è, senza dubbio, quella che ha lasciato i segni più tangibili. Agli Arabi si deve infatti la ripresa dell'agricoltura, grazie all'inserimento di nuove colture e di nuovi metodi di coltivazione.
In questo periodo, infatti, l'agricoltura diventa la principale risorsa dell'economia pantesca, e fondamentale sarà, da allora, la “tradizione contadina “.

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